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Testo critico di Cristina Guerra
L’occhio discreto del cellulare scruta intorno a sé, cataloga,
documenta il vissuto delle persone.
Quale mezzo migliore per un fotografo che vuole prendersi una pausa
di riflessione dallo scintillante mondo della moda, e decide di
iniziare un diario a immagini. “È una sorta di reportage interiore”
dice l’artista “che serve da connessione con il mondo e viceversa”.
"Sono come una mosca sul muro" aggiunge Gordon Lange- Kelly
giustificando la sua scelta singolare "senza sentirmi osservato,
osservo". Solo il cellulare infatti riesce a miscelare insieme
esibizionismo e clandestinità, anonimato ed esperienza meditativa
(ci vuole almeno un minuto per scattare e archiviare un’immagine!).
Il risultato è un cocktail di emozioni assolutamente inedito che
rende anche le immagini più sfuocate o sgranate incredibilmente
attraenti. Il supporto quasi invisibile del cellulare arriva a
smaterializzare il mezzo per esaltare l’idea, la trovata, il gioco,
il calembour. La visione fortemente grandangolare dell’obbiettivo
accoglie nelle inquadrature spazi ampi e architetture. I colori
accesi e vividi, dipingono in un click, curiosi e intriganti
bozzetti del reale.
video della mostra - 12,5
MB
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