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La mostra include una cinquantina di immagini molto
eterogenee sia per stile che per dimensioni, di undici
fotografi italiani emergenti e non. Qui di seguito vi
presentiamo una breve descrizione per ognuno di loro
allo scopo di riassumere un po’ lo spirito ed il
carattere della loro ricerca artistica:
Vittorio Pescatori,
artista più che fotografo, le immagini rubate dal suo
inconfondibile occhio-obbiettivo sono uno sguardo sul
mondo “meno affrettato” capace di rendere ogni istante
particolarmente diverso ed interessante. Esposti 7
monotipi dipinti a mano dall’artista.
Pio Tarantini, sono trent’anni che porta avanti
una ricerca il cui filo conduttore è il suo grande
interesse verso il mondo in trasformazione e verso le
persone. Le parole principali per descrivere il suo
lavoro: memoria, territorio, politica, e anche colore,
un elemento che coordina e avvolge gli altri. Esposte 2
stampe a colori molto poetiche con personaggi come
fantasmi.
Alessandro Belgiojoso presenta quattro tra le più
interessanti immagini del suo ultimo lavoro fotografico,
che si conclude con la pubblicazione del libro “ Corea
un viaggio impossibile?” ed. Francesco Brioschi Editore,
presentato poche settimane fa, da Denis Curti, Sergio
Romano e Maurizio Riotto, insieme ad una selezione delle
fotografie di questo lavoro, presso lo Spazio Forma di
Milano.
Margherita del Piano inizia a lavorare come
fotografa a partire dal 1989, creativa e sensibile, nei
suoi lavori di ricerca privilegia il tema del paesaggio.
Propone due tra i suoi ultimi lavori: “Giardino di zia
Peluche” e “Natura plastica”.
Alessandro Vicario: per lui la fotografia è
spesso la riproduzione fedele di alcuni frammenti di
realtà, isolati dal loro contesto, che trasfigura la
realtà stessa: i soggetti fotograficamente riprodotti
appaiono qualcosa di nuovo e quasi inaspettato. E
proprio questa visione diversa e rinnovata di ciò che
sembra familiare e conosciuto è una delle ragioni del
fascino e della potenza espressiva della sua fotografia.
Tra gli ultimi lavori ”Salina Margherita di Savoia” di
cui vengono qui esposte otto immagini a colori (di cui
due dittici).
Bruna Ginammi comincia l’ascesa della sua
carriera artistica a livello internazionale nel 1995
quando riceve il premio European Kodak Panorama Award, e
nello stesso anno partecipa alla mostra “Un secolo di
Ritratto Fotografico in Italia 1985-1995” a cura di
Italo Zannier alla Biennale di Venezia, Padiglione
Italia. Esposti in mostra immagini dal progetto
“Famiglie”, oltre a “Raylways” e “Deterioration”.
Aldo Stefanni presenta delle "morbidissime"
opere, still life e nudi artistici in bianco e nero con
affascinanti viraggi, eseguite con la tecnica "pittorialista".
Un processo fotografico realizzato e seguito
dall’autore, dalla ripresa alla stampa, assolutamente
senza l'ausilio di tecniche digitali, che fanno di ogni
opera un esemplare unico in quanto lo stile di stesura
di ogni stampa è irripetibile.
Alberica Alt porta in questa esposizione cinque
"paesaggi d'interno" quasi dei piccoli quadri, delle
nature morte con colori terrosi e caldi che ricordano
tramite oggetti semplici, antiche fiabe d'altri tempi.
Roberto Schena ci trasporta e ci rapisce in
fantastici boschi e giardini incantati, con cinque
classiche fotografie di paesaggi in bianco e nero,
cinque stampe fine art, stampate su carta baritata. I
titoli dei due lavori: “Woods” e “Enchanted gardens”.
Elena Parisi giovane artista a trecentosessanta
gradi, usa la tecnica fotografica come mezzo per
trasmettere la sua creatività, la sua forza, la sua
sensualità, la sua arte. In mostra due ritratti molto
introspettivi “Il potere del silenzio” e “Le regole
dell’attrazione”.
Elena Milani giovane artista uscita
dall’Accademia di Brera, lavora con il corpo, anche se
non la si può considerare esclusivamente una body artist.
Le sue opere sono infatti un ibrido tra vari mezzi
espressivi quali la fotografia, il video, la
performance, dove il corpo e la sua interazione con
luoghi e persone rimangono sempre il punto focale dal
quale far partire ogni ricerca |